La sicurezza sul web

La comunicazione ha ridotto la solitudine nel mondo

Ultimamente mi capita di leggere troppo spesso di perdita di dati da parte delle grandi aziende che si occupano di comunicazione. Basta pensare ai recenti avvenimenti che hanno vista come protagonista Facebook, che a causa di una grave vulnerabilità scoperta nei giorni scorsi, ha messo a rischio i dati di ben 50 milioni di utenti.

Comunque, indifferentemente da quello che è successo al colosso americano e a tutti gli utenti che sono rimasti coinvolti, mi sono trovato a riflettere ancora una volta sull’importanza di salvaguardare la propria privacy e la propria sicurezza sul Web.

Fammi un po' cercare tutti quelli che conosco...

All’inizio eravamo tutti molto più diffidenti quando ci trovavamo di fronte al monitor di un PC, inventavamo nomi fittizi che nascondevano la nostra identità, i buoni vecchi nickname.

Poi, con l’arrivo di Facebook, ci siamo ritrovati a scrivere in chiaro il nostro nome e cognome. Dopotutto, tutti condividevano le proprie foto, i luoghi che amavano di più, le foto con gli amici… perché nascondersi dietro a un nome finto e magari insignificante per gli altri?

Adesso, siamo diventati tutti “social”, in un modo o nell’altro siamo diventati famosi, se non per il mondo intero, almeno per la nostra città o per il nostro quartiere e i nostri conoscenti. Grazie all’uso del nome e del cognome, tutti siamo riusciti a trovare le persone che vivono intorno a noi, e… guarda che fortuna! Anche le persone che non vedevamo o sentivamo da un po’.

Ora finalmente, ci sentiamo tutti molto meno soli… grazie social networks!

La cautela viene meno

Dopo qualche anno, Facebook è diventato inevitabilmente la quotidianità. All’inizio era il mezzo perfetto per ritrovare persone, e successivamente, il modo migliore per conoscerne di nuove. Oltretutto, con l’arrivo della pubblicità è sembrato sempre più utile anche per chi aveva delle attività da far evolvere e sviluppare.

In men che non si dica, il nostro profilo Facebook, si è riempito di tutte le nostre informazioni personali, di tutte le nostre conoscenze, di tutti i nostri luoghi preferiti, della nostra casa e quindi di tutte le nostre abitudini.

1458264596_authorisation_lock_padlock_safe_password_privacy_security_icon-icons.com_55333

La questione sicurezza

Dopo questa bellissima e malinconica introduzione, veniamo al punto.

Facebook, per mantenere sicuri e privati i nostri profili, pian piano, ha iniziato ad inserire delle sezioni private, visibili solo a noi o a i nostri amici più stretti. Quindi la nostra password ha iniziato ad assumere un’importanza fondamentale per salvaguardare non solo i nostri interessi, ma anche i nostri segreti, custodendo messaggi e foto che nessun altro a parte pochi eletti avrebbero dovuto vedere.

E se qualcuno fosse riuscito a scoprire la nostra password?

La nostra email è il nostro più grande confidente

Ora lasciamo perdere per alcuni istanti il discorso social, soffermiamoci anche solo per un attimo su cosa succederebbe nel caso in cui qualcuno riuscisse a scoprire la password del nostro indirizzo email personale.

Oramai nessuna iscrizione andrebbe a buon fine se non sottoscrivessimo la nostra registrazione con la nostra email personale. Dopotutto anche lo stesso Facebook, per iscriverci, ci ha chiesto l’email. Tramite quell’email ci invia (se lo vogliamo) le ultime novità, gli aggiornamenti, ci comunica se qualcuno vuole la nostra amicizia, e ci invia la procedura per il recupero password, se dovessimo dimenticarla. Ah… ecco… il recupero password.

Ma quindi, chiunque controllasse la nostra email, potrebbe anche fare il recupero password di tutti i servizi a cui mi sono iscritto… accidenti!

Ultimamente Google ha reso possibile anche la sincronizzazione con Chrome e con tutti i servizi a esso associati. Basta indicare il nostro indirizzo email, eseguire l’accesso ed il gioco è fatto. 

Preferiti, cronologia e password tutte a portata di mano senza più doversi preoccupare di nulla. Per non parlare di tutti i nostri contatti, sia email che telefonici che ci sono sulla nostra rubrica sempre sincronizzata sul nostro smartphone Android. Quanto è comoda la tecnologia.

136328

C'è di peggio... purtroppo

Abbiamo quindi intuito che con la nostra password, un malintenzionato, può avere libero accesso a tutto quello che ci riguarda. In un batter d’occhio può avere accessi a tutti i nostri contatti, sapere chi sono i nostri amici, colleghi e perfino conoscenti.

E se per caso, quello stesso malintenzionato, mostrasse interesse per i nostri messaggi personali? O magari per le foto che teniamo nascoste su Google Drive (che guardiamo solo noi), ma che guarda caso è accessibile proprio tramite quell’email e quella password che ci ha sottratto.

E se quel malintenzionato fosse più sfrontato di quanto pensiamo, e ci contattasse per ricattarci? 

Magari potrebbe contattarci proprio inviandoci un’email con mittente, proprio noi stessi! Sarebbe paradossale non trovate? Beh, ultimamente è capitato, date un’occhiata a questo articolo di Wired: La truffa del finto hacker che chiede un riscatto in bitcoin per non diffondere i tuoi video intimi.

Infine, niente vieterebbe al malintenzionato di scrivere qualche messaggio a qualche nostra conoscenza, magari qualcuno che non contattiamo spesso o che non vediamo da tempo (su instagram è facile vedere chi frequentiamo e chi no). E poi, per non farvi sapere niente, gli sarebbe sufficiente, chiudere la vostra sessione dello smartphone direttamente sul portale web di Facebook e cancellare tutti i messaggi inviati subito dopo averli inviati al destinatario ed aver ricevuto risposta.

In conclusione: è sempre meglio prevenire che curare!

Ammetto di aver un po’ esagerato, ma ho voluto mettervi la pulce nell’orecchio volontariamente.
La soluzione più pratica a tutto quello che vi ho detto fin’ora, è la PREVENZIONE, che in questo caso è descritta in pochi e pratici passi:

  • Ricordiamoci di cambiare periodicamente la password (magari una volta ogni paio di mesi).
  • Usiamo password sempre diverse e complesse, che comprendono lettere maiuscole e minuscole, numeri e magari anche qualche strano simbolo, ce ne sono molti sulla tastiera. Oltretutto cerchiamo di usare sempre password più lunghe di 8 caratteri.
  • Evitiamo di utilizzare le straclassiche date di nascita, gruppo rock preferito o qualsiasi altra cosa che è legata alla nostra quotidianità. Non è difficile scovare queste informazioni da Facebook o da Instagram.
  • Cerchiamo di non lasciare mai la nostra casella di posta o il proprio profilo social aperto su un pc non nostro.
  • Ogni tanto, per puro scrupolo, ricordiamoci di controllare anche il “registro attività”, gli ultimi accessi e se notiamo qualcosa di strano, cambiamo immediatamente la password.

La tua azienda ha bisogno di una web App o di un sito web?

Arkas potrebbe essere il partner giusto per realizzare qualcosa di innovativo e incredibilmente potente.
Contattaci e proponici la tua idea, faremo del nostro meglio per dare forma al tuo progetto di successo.