Ma non starai lavorando troppo?

Post del 1 Giugno 2022 in Experience Lavoro

Ultimamente mi è capitato di fare moltissimi colloqui con possibili aziende “partner”. Nonostante abbia già stipulato un contratto con base “fissa” con un’azienda, mi piace il fatto di lasciare sempre una porta aperta per nuove collaborazioni.

Dopo che ho lasciato l’ultima agenzia con cui ho lavorato, ho iniziato a rivalutare la mia figura professionale. Sono sempre stato un tipo che ama il team work, si mette a disposizione ed esce dal proprio ruolo quando necessario.

Ma, questo ultimo anno, mi ha aperto un po’ gli occhi. Non ho mai veramente sfruttato a dovere la mia partita iva. Che senso ha il poter lavorare, dove si vuole, quando si vuole e con chi si vuole, se poi alla fine non lo si fa veramente?

Vuoi veramente controllarmi ogni giorno?

Durante il mio ultimo rapporto lavorativo, in cui sono stato trattato esattamente come un dipendente, mi sono reso conto che, proprio per il principio del “tutti sono utili e nessuno è indispensabile”, ho deciso di cambiare aria e quindi, filosofia di vita.

Mi piace il fatto di inviare preventivi, discorrere su tempistiche e costi e poi procedere al lavoro dopo una bella stretta di mano. Suddivido la lavorazione in step e passo dopo passo, consegno il lavoro come pattuito.

Perché devo stare seduto ad una scrivania 8 ore, quando potrei tranquillamente lavorare in ogni parte del mondo all’ora che più mi piace? L’importante è che svolgo le attività che mi vengono assegnate.

Più clienti, più progetti, più innovazione…

Il fatto di potermi districare tra vari clienti, mi da la possibilità di offrire soluzioni ogni volta differenti. Non sono mai stato uno che si affeziona a una singola tecnologia e la utilizza fino alla morte.

Il continuo cambiamento, non è così deleterio come si dice, è piuttosto utile in verità. È bene conoscere e consolidare le proprie conoscenze, in modo da poter utilizzare la tecnologia giusta al momento giusto ma, ampliare il proprio bagaglio culturale, aumenta le possibilità di applicazione.

L’importante è gestire adeguatamente il tempo, pianificare con correttezza i task da svolgere ed accettare un incarico, solamente se si è sicuri di riuscire a portarlo a termine in tempo.

Pessima gestione del tempo

In agenzia, i lavori che arrivano sono parecchi, spesso non sono particolarmente complessi, ma richiedono una certa celerità nel portarli a termine. Oltretutto, non si capisce per quale motivo, ci sono periodi di completa inattività, seguiti da giorni di intensità veramente estrema.

Escludendo il fattore casuale, dovuto a quando il cliente ti contatta, il resto può essere completamente previsto e prevenuto. Ma in agenzia, molto spesso, si tende a sorvolare e ad attendere l’esigenza. A volte purtroppo, pur volendo prevenire, non si è in possesso di informazioni sufficienti per lavorare ed anticiparsi perché, chi le possiede, attende a dartele, se non nel momento che ritiene più adatto.

Quanto invece, da freelance, ti viene assegnato un lavoro, le informazioni (il più delle volte) ti vengono inviate tutte, quindi hai la piena libertà di gestione di quanto devi fare. A quel punto, la gestione del tempo, viene completamente delegata a te e puoi gestire il tuo lavoro con il minor stress possibile.

L'Alchimista tecnologico

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