Quant’è comodo il cibo a domicilio?

Post del 28 Gennaio 2021 in Cibo

In questo periodo in cui siamo stati tutti costretti a rimanere a casa, abbiamo assaporato appieno il significato della parola “asporto”. Ovviamente molti di noi avevano già sperimentato la comodità di questo servizio, ma adesso si è proprio stati costretti a diventare veri e propri esperti dell’ambito.

È veramente meglio farsi portare il cibo a casa?

Indubbiamente è comodo, paghi qualcosa in più, perché persino chi ti porta il cibo a casa, deve vivere.

Io il sabato in genere, mangio la pizza. Mi sono sempre fatto i miei 30 minuti di attesa di fronte alla pizzeria di fiducia, attendendo che il pizzaiolo mi consegnasse il mio cartone fumante. Con il delivery, mi risparmio quei 30 minuti di attesa, o per lo meno, li faccio seduto sul divano.

D’estate non subisco il caldo estivo, e d’inverno mi risparmio il freddo e la pioggia… soprattutto la pioggia. E tutto questo, per circa 2€ in più.

E il cross-selling e l’up-selling che fine fanno?

Per farla breve, quando ad esempio si va nei fast-food, non è raro che insieme a quello che ordinate, vi venga proposto di assaggiare anche qualcosa in più. La maggior parte delle volte, si tratta di piccole pietanze di contorno, poco costose, che non vi dispiacerebbe assaggiare. Magari con qualche euro in più.

Ancor più importante è il fattore up-selling, il processo che permette al venditore di offrirvi una quantità o un prodotto di qualità superiore a quando chiedete.

Vuoi le patatine? Con 2€ in più, ci sono queste speziate e dalla forma originale! Non potrai più farne a meno!

Dopotutto, cosa sono 2€ in più? Accettate ed il gioco è fatto!

Questo tipo di processo, nella maggior parte dei casi, riesce molto meglio se ci si trova di fronte al cliente. Ovviamente in questo periodo di “super-delivery” è il marketing che deve essere più “potente” per sopperire a questa carenza.

Il cibo perde significato?

Questo è un argomento delicato. Viviamo in un periodo storico in cui siamo abituati a premere un paio di tasti per ricevere a casa esattamente quel che volevamo.

Volevo farvi riflettere su un concetto (che non c’entra nulla col vegetarismo). In passato, i nostri nonni avevano il pollaio. Ogni volta che portavano del pollo a tavola, sapevano esattamente quanta fatica era costata quella pietanza. Stavano super attenti a non sprecare nulla, non solo per una questione di costi, ma anche per il tempo e la fatica che era costata allevare il pollo.

Ora ovviamente i tempi sono cambiati, e da amante della tecnologia non posso far altro che dire “meno male”. Tuttavia, sarebbe comunque bello, aiutare i nostri figli a capire quanto il cibo sia importante. Anche solo per insegnare loro il rispetto per questa risorsa.

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